
Spaghetti alla viareggina
La variante "in bianco" degli spaghetti allo scoglio tipica di Viareggio, senza pomodoro, profumata con peperoncino e un tocco insolito di zenzero fresco.
Ingredienti
- spaghetti350 g
- cozze300 g
- vongole veraci300 g
- gamberi200 g
- calamari200 g
- aglio3 spicchio
- peperoncino
- zenzero fresco grattugiato15 g
- prezzemolo tritato
- olio extravergine6 cucchiaio
Da sapere
- Tieni da parte un mestolo di acqua di cottura della pasta: allunga il condimento se risulta troppo asciutto.
- Scola la pasta un paio di minuti prima del tempo indicato e termina la cottura direttamente nel condimento: assorbirà meglio i sapori.
Preparazione
- Spurgare le vongole in acqua fredda salata per un'ora.
- Aprire cozze e vongole in padella con uno spicchio d'aglio e un filo d'olio, coperte a fuoco vivace; filtrare e conservare il liquido di cottura.
- Pulire calamari e gamberi, tagliando i calamari ad anelli.
- Scaldare l'olio con l'aglio rimasto, il peperoncino e lo zenzero grattugiato, saltare calamari e gamberi per 2-3 minuti.
- Aggiungere il liquido filtrato di cozze e vongole e lasciare insaporire qualche minuto.
- Cuocere gli spaghetti, scolarli al dente e saltarli nel condimento, senza aggiungere pomodoro.
- Unire cozze e vongole sgusciate, mantecare con prezzemolo abbondante e un filo d'olio a crudo.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Gli spaghetti alla viareggina contengono un'anomalia che nessuno ha mai spiegato del tutto: lo **zenzero fresco**, in una ricetta popolare della costa toscana.
Non è un'aggiunta contemporanea. Le fonti locali lo attestano da generazioni, e i viareggini lo considerano parte integrante del piatto. L'ipotesi più accreditata riguarda i traffici del porto di Livorno, che come porto franco importava spezie da tutto il mondo e le distribuiva lungo la costa.
Un'altra ipotesi, meno documentata, lo collega alla comunità di marinai che facevano rotta verso l'Oriente. In ogni caso è un caso raro di ingrediente esotico entrato in una cucina popolare senza passare dalle tavole nobiliari.
Il piatto è in bianco, con frutti di mare e zenzero grattugiato a fine cottura. Il calore prolungato dissolverebbe i composti volatili che ne costituiscono l'interesse: va aggiunto all'ultimo, come si fa con il tartufo.