Il giro delle coste
Sopa de canoce
Trieste · Friuli-Venezia Giulia

Sopa de canoce

Ricetta tipica40 minMedia Dal ricettario

Zuppa di cicale di mare in umido con pomodoro, servita su crostini di pane e completata con una grattugiata di bottarga: un piatto della tradizione dialettale triestina.

40 mintempo
4porzioni
  • cicale di mare1 kg
  • aglio3 spicchio
  • cipolla0.5
  • salsa di pomodoro3 cucchiaio
  • olio extravergine4 cucchiaio
  • crostini di pane
  • prezzemolo tritato
  • bottarga grattugiata (facoltativa)
  • sale e pepe
  • Servi la zuppa bollente: il pane deve inzupparsi restando ancora leggermente croccante.
  • Non mescolare mai con il cucchiaio mentre i pesci cuociono nel tegame: scuoti solo il recipiente, così le carni restano intere.
  1. Pulire le cicale di mare eliminando testa, zampe e barbe, sciacquandole bene sotto acqua corrente.
  2. Scaldare l'olio in un tegame con aglio e cipolla tritati finemente, saltarvi le cicale per 2-3 minuti.
  3. Toglierle dal tegame, aggiungere la salsa di pomodoro, un pizzico di sale e un bicchiere d'acqua, lasciare sobbollire 5 minuti.
  4. Rimettere le cicale nel tegame e proseguire la cottura a fuoco basso per altri 10 minuti.
  5. Disporre crostini di pane tostato nei piatti fondi e versarvi sopra la zuppa con le cicale e il loro brodo.
  6. Completare con prezzemolo tritato e, per chi la ama, una generosa grattugiata di bottarga.
Canocchie · Ottobre-marzo
In inverno hanno la polpa piena e, nelle femmine, il corallo che rende il piatto più saporito.
Vitovska
La mineralità carsica accompagna la sapidità della bottarga e del crostaceo. Perché funziona: il sapore iodato di questi molluschi trova il suo alleato naturale in un vino minerale e sapido: la sapidità richiama quella del mare, mentre un vino troppo fruttato la mortificherebbe.
Vitigno raro coltivato quasi esclusivamente sul Carso, tra Trieste e la Slovenia, su suoli di roccia calcarea e terra rossa battuti dalla bora. Nato probabilmente da un incrocio spontaneo con la Malvasia, conta pochissimi ettari al mondo.
Ribolla Gialla
l'acidità vivace sgrassa i piatti più ricchi.
Malvasia Istriana
aromatica, ottima con marinature e spezie.

A Grado la sopa non è una zuppa nel senso comune: è il brodo che resta dopo aver cotto le canocchie, servito sul pane raffermo. Nasce da un principio che attraversa tutta la cucina lagunare — nulla si butta, tanto meno un liquido che ha assorbito il sapore di un crostaceo.

Le canocchie venivano pescate nei fondali fangosi della laguna con reti a strascico leggere, e costavano poco. Ancora negli anni Cinquanta erano il pesce che i gradesi mangiavano quando non si poteva comprare altro.

Il pane è parte della ricetta, non un accompagnamento. Deve essere raffermo di almeno un giorno: quello fresco si sfalda nel brodo e lo intorbida, mentre il raffermo si ammorbidisce restando intero.

Come il boreto, anche la sopa rifiuta il pomodoro. È una costante della cucina di Grado, che ha mantenuto un profilo alimentare precedente agli scambi con il Nuovo Mondo più a lungo di quasi ogni altra costa italiana.