Il giro delle coste
Sgombri marinati termolesi
Termoli · Molise

Sgombri marinati termolesi

Ricetta tipica30 min + riposoFacile Dal ricettario

Sgombri scottati in padella e poi marinati con aceto, aglio e alloro: un antipasto conservabile della cucina di pesce molisana.

30 min + riposotempo
4porzioni
  • sgombro pulito4
  • aceto di vino bianco200 ml
  • aglio3 spicchio
  • alloro3 foglia
  • olio extravergine4 cucchiaio
  • La marinatura non cuoce il pesce: lo trasforma. È pronta quando la carne è diventata opaca e soda al tatto, non più traslucida.
  • Tieni la marinatura sempre in frigorifero e consuma entro due o tre giorni: l'acidità conserva, ma non sostituisce il freddo.
  1. Pulisci gli sgombri togliendo interiora e branchie, che sono amare, e sciacquali dentro e fuori. Asciugali bene: bagnati non prendono colore in padella.
  2. Scottali in padella con un filo d'olio, tre o quattro minuti per lato, finché la pelle è dorata e la carne opaca fino al centro. Lo sgombro è grasso, e questo passaggio serve a far colare parte di quel grasso: la marinatura su un pesce unto non prende.
  3. Scalda l'aceto in un pentolino con l'aglio schiacciato e le foglie di alloro, portandolo fin quasi al bollore. Non farlo bollire: bollendo perde l'acidità che conserva, ed è quella il senso della marinatura.
  4. Disponi gli sgombri ancora tiepidi in un contenitore di vetro o ceramica, in un solo strato se possibile, con l'alloro della marinata.
  5. Versa la marinata calda fino a coprirli del tutto, poi aggiungi l'olio a filo in superficie: forma un velo che isola dall'aria e li conserva meglio.
  6. Lascia raffreddare, copri e tieni in frigorifero almeno una notte. Toglili mezz'ora prima di servirli: freddi di frigorifero il grasso è rappreso e il sapore non si sente. Si conservano tre o quattro giorni.
Sgombro · Maggio-ottobre
Pesce azzurro di stagione calda, più grasso e saporito in estate.
Falanghina del Molise
L'acidità dialoga con quella della marinatura. Perché funziona: la marinatura all'aceto porta un'acidità aggressiva e il vino deve averne almeno altrettanta, perché uno più morbido risulterebbe piatto e slavato al confronto.
La coltivazione della Falanghina in Molise segue le stesse radici campane, ma su suoli più continentali e con escursioni termiche maggiori. Il risultato è un bianco dal profilo più agrumato e teso, riconosciuto come denominazione autonoma nel 2011.
Tintilia del Molise
il vitigno autoctono molisano, per i piatti più sostanziosi.
Tintilia del Molise rosato
fresco e fruttato, buon compromesso tra bianco e rosso.

La marinatura degli sgombri appartiene alla stessa famiglia della scapece abruzzese e del saor veneziano: pesce azzurro, aceto, e il tempo che fa il resto.

Lo sgombro è il candidato ideale per questa tecnica. La sua carne grassa assorbe l'acidità senza disfarsi, e anzi ne viene alleggerita: l'aceto taglia il grasso e smorza il sapore forte che ne aveva fatto per secoli un pesce di poco prezzo.

La marinatura non è una cottura. L'acidità denatura le proteine e rende la carne opaca e soda, ma la temperatura non interviene: per questo il pesce deve essere stato abbattuto secondo normativa, per neutralizzare l'*Anisakis* presente nel pesce azzurro.

Va lasciato riposare almeno ventiquattr'ore in frigorifero prima di consumarlo, e si conserva alcuni giorni. Come per tutte le marinature, il piatto appena fatto è aggressivo: il tempo serve a farne un equilibrio.