Il giro delle coste
Rombo al cartoccio alla laziale
Fiumicino · Lazio

Rombo al cartoccio alla laziale

Ricetta tipica40 minMedia Dal ricettario

Rombo cotto al forno chiuso in un cartoccio con pomodorini, olive e olio, che ne trattiene tutti gli aromi durante la cottura.

40 mintempo
4porzioni
  • rombo pulito1 kg
  • pomodorini200 g
  • olive nere50 g
  • prezzemolo tritato
  • olio extravergine5 cucchiaio
  • Il forno cuoce anche dopo essere stato spento: togli il pesce quando è appena pronto, finirà di cuocere nel piatto.
  • Se la superficie colora troppo in fretta, copri con un foglio di alluminio senza abbassare la temperatura.
  1. Pulisci il rombo o fattelo pulire, lasciandolo intero. Sciacqualo e asciugalo: l'acqua in eccesso dentro il cartoccio diluisce il condimento invece di concentrarlo.
  2. Taglia un foglio di carta forno abbastanza grande da avvolgere il pesce con abbondanza: serve spazio perché il vapore circoli. Ungi il centro con un filo d'olio prima di appoggiarci il rombo, così non si attacca.
  3. Adagia il pesce e distribuisci sopra e attorno i pomodorini tagliati a metà, le olive nere snocciolate, il prezzemolo e l'olio. Sala e pepa dentro la cavità, non solo sopra.
  4. Chiudi il cartoccio unendo i due lembi lunghi della carta e arrotolandoli più volte verso il basso, poi ripiega i lati corti sotto il pesce. Deve essere sigillato ma non stretto: se il vapore esce, il rombo si asciuga.
  5. Cuoci in forno già caldo a 200 gradi per venticinque o trenta minuti secondo la dimensione. Il cartoccio si gonfia: è il segnale che il vapore sta lavorando dentro.
  6. Sforna e lascia riposare cinque minuti prima di aprire. Apri il cartoccio a tavola, tagliando la carta con le forbici: il profumo che esce fa parte del piatto, e il fondo raccolto nella carta si versa sopra il pesce.
Pesce bianco · Tutto l'anno
Reperibile tutto l'anno grazie anche all'allevamento; il pescato selvatico è migliore in autunno e inverno.
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La freschezza accompagna la delicatezza del rombo. Perché funziona: l'acidità del pomodoro va incontrata alla pari: questo vino ha la freschezza per reggerla, dove uno morbido risulterebbe smorto accanto al sugo.
Prodotto sui Colli Albani, alle porte di Roma, su terreni vulcanici. È il vino che per secoli riforniva le osterie della capitale, trasportato in botte dai carretti che scendevano dai castelli. Citato già da Plinio il Vecchio, ha ottenuto la DOCG nel 2011 nella versione Superiore.
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vitigno laziale antico, strutturato quanto basta per gli umidi.
Moscato di Terracina secco
sapido, una scelta meno scontata del basso Lazio.

Il cartoccio è una tecnica di cottura a vapore mascherata: il pesce chiuso ermeticamente cuoce nei propri liquidi, che non evaporano e restano nel pacchetto.

È arrivata nella cucina italiana attraverso quella francese — *en papillote* — nell'Ottocento, e si è diffusa nelle case con la carta da forno nel Novecento. Prima si usava la carta oleata, e ancora prima l'argilla.

Il vantaggio con un pesce come il rombo è che la carne resta umida senza bisogno di grassi aggiunti, e i profumi delle erbe restano concentrati invece di disperdersi nel forno.

La chiusura deve essere ermetica: se il vapore esce, il pesce si asciuga e il cartoccio non serve a nulla. Il segnale che la cottura è avvenuta è il pacchetto gonfio. Si apre a tavola, davanti a chi mangia, perché il profumo che si libera in quel momento è parte dichiarata del piatto.