
Risotto alla carbonara di mare
Risotto mantecato con una crema di tuorlo e pecorino e arricchito da guance di pescatrice dorate in padella: la rilettura marina della carbonara firmata dallo chef Claudio Sadler.
Ingredienti
- riso Carnaroli320 g
- guance di rana pescatrice400 g
- tuorlo3
- pecorino grattugiato40 g
- scalogno1
- vino bianco100 ml
- brodo di pesce1 l
- pepe nero
- olio extravergine3 cucchiaio
Da sapere
- Il riso è pronto quando è "all'onda": scuotendo la pentola, la superficie deve muoversi come un'onda leggera.
- Mantecare fuori dal fuoco con un'ultima aggiunta di olio o burro a crudo rende il risotto più lucido e cremoso.
Preparazione
- Pulire le guance di pescatrice e tagliarle a pezzi regolari.
- Appassire lo scalogno tritato nell'olio, tostare il riso per 2 minuti, sfumare con il vino bianco.
- Proseguire la cottura aggiungendo il brodo di pesce caldo un mestolo alla volta, per circa 16 minuti.
- Nel frattempo, in una padella a parte, rosolare le guance di pescatrice in un filo d'olio finché dorate su tutti i lati.
- Sbattere i tuorli con il pecorino e abbondante pepe nero, allungando con un cucchiaio di brodo caldo per renderli più fluidi.
- A fine cottura spegnere il fuoco sotto il riso e versare la crema di tuorlo, mescolando energicamente fuori dal fuoco.
- Distribuire le guance di pescatrice dorate sul risotto e servire immediatamente con altro pepe macinato.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Trasferire la carbonara nel risotto è un'operazione doppia: si cambia il formato e si cambia la materia. Funziona perché entrambi i piatti si reggono su un'emulsione di grasso e amido.
Nel risotto l'amido lo fornisce il riso, e la crema d'uovo va incorporata fuori dal fuoco nella fase di mantecatura. È lo stesso momento critico della carbonara classica, con lo stesso rischio: il calore eccessivo rapprende l'uovo.
La differenza rispetto a un risotto tradizionale è l'assenza di burro. Il grasso viene dall'uovo e dal pesce, e aggiungerne altro renderebbe il piatto pesante.
Sadler ha costruito la sua reputazione su questo tipo di operazioni: prendere un piatto codificato, cambiarne un elemento strutturale, e verificare se la logica interna regge. Non sempre funziona, e la disciplina sta nel riconoscere quando non funziona.