
Polpo con patate alla genovese
Polpo lessato e servito tiepido con patate lesse, condito con olio, prezzemolo e limone: un antipasto semplice delle trattorie del porto di Genova.
Ingredienti
- polpo pulito1 kg
- patate500 g
- prezzemolo tritato
- limone1
- olio extravergine5 cucchiaio
Da sapere
- Per un polpo più tenero, immergilo tre volte in acqua bollente per pochi secondi prima di lasciarlo cuocere per intero.
- Lascialo raffreddare nella sua acqua di cottura, invece di scolarlo subito: resterà più morbido e succoso.
Preparazione
- Se il polpo è fresco congelalo ventiquattr'ore: il freddo rompe le fibre e fa lo stesso lavoro delle bastonate di una volta. Un polpo non trattato resta duro qualunque cosa tu faccia dopo.
- Porta a bollore l'acqua non salata — il sale in cottura indurisce le fibre — e immergi il polpo tre volte tenendolo per la testa, ritirandolo ogni volta: è così che i tentacoli si arricciano e la pelle non si stacca.
- Cuoci a fuoco dolce, appena sobbollente, quaranta minuti per un chilo. Prova con uno stecchino nella parte spessa del tentacolo: deve entrare senza resistenza. Poi spegni e lascialo raffreddare nella sua acqua almeno mezz'ora.
- Lessa le patate a parte con la buccia, partendo da acqua fredda: così cuociono in modo uniforme invece di sfaldarsi fuori e restare crude dentro. Sono pronte in venticinque minuti, quando la forchetta entra facile.
- Sbuccia le patate ancora calde — a caldo la buccia viene via da sola — e tagliale a tocchetti di tre centimetri. Taglia il polpo intiepidito a pezzi della stessa misura.
- Condisci tutto in una ciotola capiente con olio buono, il succo del limone, il prezzemolo tritato e sale, mescolando con le mani. Servi tiepido, non freddo: è tiepido che le patate assorbono il condimento.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Polpo e patate è forse il piatto più diffuso della costa ligure, servito nelle friggitorie e nelle trattorie di porto come antipasto o piatto unico.
La versione genovese aggiunge le olive taggiasche, piccole e dal sapore delicato, coltivate nella riviera di ponente da quando i monaci benedettini di San Colombano le introdussero nel Medioevo. Il nome deriva da Taggia, il paese dove la coltivazione si concentrò.
Il polpo si lessa intero e si lascia raffreddare nella sua acqua: continua ad ammorbidirsi mentre la temperatura scende, ed è il passaggio che decide la consistenza finale.
L'olio è un ingrediente, non un condimento. In Liguria si usa quello di taggiasca, dolce e poco amaro, che non copre la delicatezza del mollusco. Un olio robusto toscano o pugliese cambierebbe completamente il piatto.