
Polpo alla Luciana
Polpo cotto lentamente in tegame chiuso con pomodorini, olio e peperoncino, senza aggiunta d'acqua: la ricetta del quartiere Santa Lucia di Napoli.
Ingredienti
- polpo pulito1 kg
- pomodorini300 g
- aglio2 spicchio
- peperoncino
- olio extravergine4 cucchiaio
Da sapere
- Per un polpo più tenero, immergilo tre volte in acqua bollente per pochi secondi prima di lasciarlo cuocere per intero.
- Lascialo raffreddare nella sua acqua di cottura, invece di scolarlo subito: resterà più morbido e succoso.
Preparazione
- Se il polpo è fresco congelalo ventiquattr'ore: il freddo rompe le fibre e fa lo stesso lavoro delle bastonate sugli scogli. Un polpo non trattato resta duro qualunque cosa tu faccia dopo.
- Taglia il polpo a pezzi di quattro o cinque centimetri, tentacoli e testa. Mettili in un tegame di coccio con l'aglio schiacciato, l'olio e il peperoncino, a crudo: la Luciana non prevede rosolatura.
- Aggiungi i pomodorini schiacciati con le mani. Non mettere acqua, mai: il polpo ne rilascia in abbondanza, ed è quella a fare il sugo. L'acqua aggiunta lo lesserebbe e diluirebbe tutto.
- Copri con un coperchio pesante e, se ce l'hai, sigilla i bordi con un foglio di carta forno bagnata prima di mettere il coperchio. Cuoci a fuoco bassissimo, il più basso che hai, per quaranta minuti.
- Non aprire mai durante la cottura. Ogni volta che sollevi il coperchio esce il vapore che sta cuocendo il polpo, e la temperatura crolla: è la ragione per cui questo piatto si chiama anche «polpo affogato».
- A quaranta minuti prova con uno stecchino nella parte spessa di un tentacolo: deve entrare senza resistenza. Se serve continua a coperchio chiuso altri dieci minuti. Spegni, lascia riposare cinque minuti e servi con il suo sugo e pane tostato.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Il nome viene da Santa Lucia, il rione dei pescatori napoletani ai piedi di Pizzofalcone. I luciani erano una comunità con dialetto e usanze proprie, e la loro cucina ha lasciato più di un piatto.
Il principio della cottura alla luciana è che il polpo cuoce **nella propria acqua**, senza aggiunte. Si mette in un tegame di coccio con olio, aglio, pomodorini e peperoncino, si copre e si lascia a fuoco bassissimo.
I napoletani riassumono la tecnica in una formula: il polpo si cuoce nell'acqua sua. Il mollusco rilascia molto liquido, che si concentra e diventa il sugo — aggiungere acqua significa diluire ciò che si sta cercando di ottenere.
Il coperchio non si solleva. Ogni volta che si apre esce vapore, e quel vapore è il liquido di cottura. È una delle poche ricette in cui la pazienza di non controllare è tecnicamente rilevante.