Il giro delle coste
Pesce spada alla ghiotta
Scilla · Calabria

Pesce spada alla ghiotta

Ricetta tipica35 minMedia Dal ricettario

Tranci di pesce spada cotti in un ricco sugo di pomodoro, olive, capperi e cipolla: il piatto simbolo di Scilla e Bagnara, storiche zone di pesca del pesce spada.

35 mintempo
4porzioni
  • pesce spada a tranci700 g
  • pomodori pelati400 g
  • olive verdi80 g
  • capperi1 cucchiaio
  • cipolla1
  • olio extravergine4 cucchiaio
  • Per capire se il pesce è cotto, infila uno stecchino vicino alla lisca centrale: deve entrare senza resistenza.
  • Sala il pesce solo poco prima di cuocerlo: se lo fai troppo presto, il sale richiama i liquidi e la carne risulta più asciutta.
  1. Togli ai tranci la pelle scura del bordo e la striscia rossa vicino alla lisca. Tienili alti almeno due centimetri: sottili si asciugano prima di prendere sapore dal sugo. Sciacqua i capperi dal sale e lasciali dieci minuti a bagno.
  2. Affetta la cipolla sottile e falla appassire nell'olio a fiamma bassa per otto o dieci minuti, finché è trasparente. È la base della ghiotta e va fatta con pazienza: una cipolla bruciata si sente in tutto il piatto.
  3. Unisci i pomodori pelati schiacciati, le olive verdi snocciolate e i capperi scolati. Cuoci quindici minuti a fiamma media, finché il sugo si restringe e l'olio affiora. Assaggia adesso: fra olive e capperi il sale c'è quasi sempre già tutto.
  4. Adagia i tranci nel sugo, in un solo strato, e abbassa la fiamma. Bagnali col sugo aiutandoti con un cucchiaio.
  5. Cuoci dieci minuti in tutto, girandoli una sola volta a metà con due palette. Il pesce spada è magro: il centro deve restare appena rosato, perché continuerà a cuocere nel piatto.
  6. Spegni e lascia riposare due minuti col coperchio, perché il pesce assorba il sugo. Servi con il fondo di cottura versato sopra e pane per raccoglierlo.
Pesce spada · Aprile-settembre
La pesca tradizionale nello Stretto di Messina si concentra nei mesi primaverili ed estivi.
Bivongi rosso
Un rosso calabrese di corpo medio che sostiene il sugo ricco. Perché funziona: il pesce spada ha carni compatte, quasi carnose, e regge un vino di struttura maggiore rispetto ai pesci bianchi, che con un piatto più delicato risulterebbe invece eccessivo.
Denominazione calabrese della Locride, sul versante ionico, riconosciuta nel 1996. Nasce da un blend di vitigni autoctoni come Gaglioppo, Greco Nero e Nocera, coltivati sulle pendici delle Serre.
Cirò rosato
il rosato calabrese per eccellenza, pensato per le zuppe.
Bivongi bianco
fresco, accompagna bene i piatti più delicati.

La pesca del pesce spada nello Stretto di Messina si pratica con una tecnica che risale ai greci: la *passerella*, un'imbarcazione con un albero altissimo su cui sale l'avvistatore, e una passerella protesa a prua da cui il fiociniere colpisce.

Scilla e Bagnara sono i centri di questa pesca sul versante calabrese. Il metodo è documentato da Polibio nel secondo secolo avanti Cristo, con una descrizione che corrisponde quasi punto per punto a quella odierna.

La *ghiotta* è la preparazione mediterranea con pomodoro, olive, capperi e cipolla, che si trova identica in Sicilia dall'altra parte dello Stretto. Le due sponde condividono cucina più di quanto condividano con i rispettivi entroterra.

Il pesce spada si asciuga con estrema facilità. In umido non deve superare i dieci minuti, e il trancio va tolto quando è ancora appena rosato al centro: bianco fino in fondo significa già cotto troppo.