Il giro delle coste
Pesce al sale alla pugliese
Monopoli · Puglia

Pesce al sale alla pugliese

Ricetta tipica45 minMedia Dal ricettario

Branzino intero cotto in una crosta di sale grosso, che ne preserva umidità e sapore senza bisogno di altri condimenti.

45 mintempo
4porzioni
  • branzino intero pulito1 kg
  • sale grosso2 kg
  • albume2
  • rametti di rosmarino
  • Il forno cuoce anche dopo essere stato spento: togli il pesce quando è appena pronto, finirà di cuocere nel piatto.
  • Se la superficie colora troppo in fretta, copri con un foglio di alluminio senza abbassare la temperatura.
  1. Il branzino va squamato solo se lo vuoi mangiare con la pelle: lasciando le squame, la crosta di sale si stacca più facilmente e la carne resta più protetta. Eviscera e sciacqua, ma non salare dentro: il sale arriverà da fuori.
  2. Asciuga bene il pesce e riempi la cavità con i rametti di rosmarino. Se hai un limone, mezze fette dentro non guastano.
  3. Monta gli albumi appena con una forchetta, senza montarli a neve, e mescolali al sale grosso fino a ottenere un composto che ricorda la sabbia bagnata: deve compattarsi se lo stringi. Gli albumi servono a fare una crosta che tiene, non a insaporire.
  4. Stendi uno strato di sale alto un centimetro e mezzo in una teglia, adagia il pesce e coprilo tutto, premendo bene con le mani. Non deve restare scoperto nemmeno un lembo di pelle: dove il sale manca, il pesce si asciuga.
  5. Cuoci a 220 gradi per trenta minuti — la regola è venti minuti ogni chilo, più dieci. La crosta diventa dura e leggermente dorata, e a volte si crepa: non è un problema.
  6. Sforna e lascia riposare cinque minuti, poi rompi la crosta battendola col dorso di un cucchiaio e sollevala a pezzi. Togli la pelle con le squame e sfiletta: la carne sotto è cotta a vapore nel suo stesso umore, e non va salata.
Pesce bianco · Tutto l'anno
Reperibile tutto l'anno grazie anche all'allevamento; il pescato selvatico è migliore in autunno e inverno.
Fiano Minutolo
Aromatico e delicato, non copre la purezza del pesce cotto al sale. Perché funziona: la cottura al forno concentra i sapori senza aggiungere grassezza, e questo vino accompagna con equilibrio senza bisogno di struttura eccessiva.
A dispetto del nome non è imparentato con il Fiano campano: è un vitigno aromatico pugliese, un tempo chiamato Moscatello Selvatico. Quasi estinto negli anni Ottanta, è stato recuperato in Valle d'Itria e oggi è tra i bianchi più caratteristici della regione.
Locorotondo
secco e minerale, molto versatile con il pesce.
Verdeca
leggero e delicato, non copre i sapori più tenui.

La cottura sotto sale è antichissima e semplice nel principio: il sale, legato con albume, forma una crosta impermeabile che sigilla il pesce. All'interno la cottura avviene a vapore, nei liquidi dell'animale stesso.

Il pesce non diventa salato, contrariamente a quanto si teme. La crosta non penetra: agisce come un forno chiuso, e la pelle fa da barriera.

Il pesce va squamato ma **non eviscerato completamente**, e soprattutto non spellato: senza pelle il sale entrerebbe e renderebbe il piatto immangiabile.

La proporzione è di circa un chilo di sale grosso per ogni chilo di pesce, mescolato con albume fino alla consistenza della sabbia bagnata. Si rompe a tavola con il dorso di un cucchiaio, e la crosta si solleva intera: è un piatto che ha anche una componente teatrale, ed è parte della ragione per cui si fa.