
Pappardelle al ragù di pesce
Pappardelle larghe condite con un ragù di pesce spada, pomodorini, olive e acciughe: un primo mediterraneo veloce dal repertorio di Luca Pappagallo.
Ingredienti
- pappardelle350 g
- pesce spada400 g
- pomodorini300 g
- olive denocciolate80 g
- filetto di acciuga3
- aglio2 spicchio
- peperoncino
- olio extravergine5 cucchiaio
- prezzemolo tritato
Da sapere
- Per capire se il pesce è cotto, infila uno stecchino vicino alla lisca centrale: deve entrare senza resistenza.
- Sala il pesce solo poco prima di cuocerlo: se lo fai troppo presto, il sale richiama i liquidi e la carne risulta più asciutta.
Preparazione
- Tagliare il pesce spada a dadini regolari di circa un centimetro.
- Scaldare un giro d'olio in padella con l'aglio a fettine, i filetti di acciuga e il peperoncino a pezzetti.
- Quando l'olio sfrigola e le acciughe si sono sciolte, aggiungere i pomodorini tagliati a metà e cuocere qualche minuto a fiamma vivace.
- Unire i dadini di pesce spada e le olive, cuocendo solo 4-5 minuti: il pesce spada asciuga in fretta.
- Cuocere le pappardelle in abbondante acqua salata e scolarle al dente, conservando un mestolo di acqua di cottura.
- Saltarle in padella con il ragù, allungando con l'acqua di cottura per legare, e completare con prezzemolo tritato.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Il ragù di pesce è un'invenzione del Novecento che applica alla materia marina la struttura del ragù di carne: soffritto, cottura lunga, consistenza densa.
Funziona solo con pesci a carne soda che reggono la cottura prolungata — rana pescatrice, cernia, palombo. Un pesce delicato si disfarebbe completamente.
La differenza rispetto al ragù di carne è il tempo: quaranta minuti invece di tre ore. Il pesce non ha collagene da sciogliere, e prolungare non migliora nulla — asciuga soltanto.
Le pappardelle sono scelte per la larghezza: un ragù denso ha bisogno di superficie per aggrapparsi, e una pasta sottile verrebbe sommersa. È la stessa logica che le associa al ragù di cinghiale in Toscana.