Il giro delle coste
Paella algherese
Alghero · Sardegna

Paella algherese

Ricetta tipica1 h 15 minDifficile Dal ricettario

La versione sarda della paella spagnola, arrivata ad Alghero con la dominazione catalano-aragonese: riso allo zafferano con un ricco misto di pesce, molluschi e crostacei, cotto in un'unica ampia padella.

1 h 15 mintempo
6porzioni
  • riso (Carnaroli o Arborio)400 g
  • cozze500 g
  • vongole500 g
  • calamari300 g
  • gamberi o mazzancolle300 g
  • scampo (facoltativo, per guarnire)4
  • pomodori maturi (o pelati)300 g
  • cipolla1
  • aglio2 spicchio
  • zafferano
  • brodo di pesce1 l
  • vino bianco100 ml
  • olio extravergine5 cucchiaio
  • sale, peperoncino
  • Per capire se il pesce è cotto, infila uno stecchino vicino alla lisca centrale: deve entrare senza resistenza.
  • Sala il pesce solo poco prima di cuocerlo: se lo fai troppo presto, il sale richiama i liquidi e la carne risulta più asciutta.
  1. Aprire cozze e vongole separatamente in un tegame con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio, a fuoco vivace e coperto; filtrare e conservare il liquido di cottura.
  2. Pulire calamari e gamberi, tagliando i calamari ad anelli.
  3. In un'ampia paellera o padella larga e bassa, scaldare l'olio e rosolare la cipolla tritata insieme all'aglio rimasto.
  4. Aggiungere i pomodori spezzettati e cuocere 10 minuti, finché il sugo si restringe leggermente.
  5. Unire il riso e tostarlo per 2 minuti mescolando, così assorbe subito i sapori del soffritto.
  6. Sfumare con il vino bianco, poi aggiungere il brodo di pesce caldo, il liquido filtrato di cozze e vongole e lo zafferano sciolto in un mestolo di brodo; distribuire il riso in uno strato uniforme e non mescolare più, come nella vera paella.
  7. Cuocere a fuoco medio-basso per 16-18 minuti, disponendo sulla superficie calamari e gamberi a metà cottura e gli scampi interi negli ultimi 5 minuti.
  8. Lasciare riposare 5 minuti fuori dal fuoco, coperta con un canovaccio, prima di servire direttamente nella paellera.
Scampi · Ottobre-aprile
Migliori nei mesi freddi: d'estate la polpa è più molle e il gusto meno intenso.
Vermentino di Gallura
Il bianco sardo per eccellenza, fresco e sapido, pensato apposta per i piatti ricchi di zafferano e pesce misto. Perché funziona: il fritto lascia una patina grassa sul palato e l'acidità viva di questo vino la sciolgono a ogni sorso, preparando il boccone successivo; un bianco morbido lo appesantirebbe soltanto.
È l'unica DOCG della Sardegna, riconosciuta nel 1996. Cresce sui suoli granitici della Gallura, nel nord dell'isola, dove il vento e la scarsità d'acqua concentrano gli aromi. Il Vermentino arrivò in Sardegna probabilmente dalla Corsica, e qui ha trovato il terreno che ne esalta più di ogni altro la mineralità salina.
Cannonau di Sardegna rosato
un rosato di carattere per i piatti più robusti.
Vernaccia di Oristano
vino ossidativo unico, tradizionale con bottarga.

Ad Alghero la paella non è un piatto importato ma un piatto ereditato. La città fu ripopolata da catalani nel Trecento e ha mantenuto lingua, cognomi e cucina della madrepatria.

La versione algherese si distingue da quella valenciana: è di solo pesce, senza carne, e usa i prodotti locali — aragosta, gamberi rossi, cozze, calamari, e lo zafferano sardo, che si coltiva a San Gavino Monreale.

Lo zafferano sardo è documentato dal Medioevo e ha caratteristiche proprie, con un potere colorante elevato. Non è quindi un'aggiunta spagnola ma un incontro tra due tradizioni che lo usavano entrambe.

Il *socarrat* — la crosticina dorata sul fondo — è considerato la parte migliore anche ad Alghero, come in Spagna. Si ottiene alzando la fiamma negli ultimi due minuti e resistendo alla tentazione di mescolare: la paella, come il risotto, ha regole opposte a quelle che sembrano naturali.