
Ossobuco alla marinara con trippe di baccalà
Un finto ossobuco di mare: tranci di pesce a taglio spesso cotti come un ossobuco, con trippe di baccalà a sostituire il midollo. Il gioco di rimandi tipico di Mauro Uliassi.
Ingredienti
- trancio spesso di rana pescatrice4
- trippe di baccalà (o baccalà ammollato)300 g
- carota1
- costa di sedano1
- cipolla1
- pomodori pelati200 g
- vino bianco100 ml
- limone1
- olio extravergine5 cucchiaio
- prezzemolo tritato
Da sapere
- Assaggia sempre prima di salare: il baccalà o lo stoccafisso ammollato può mantenere una sapidità residua.
- Cambia l'acqua di ammollo almeno una volta al giorno per 2-3 giorni, per dissalare il pesce in modo uniforme.
Preparazione
- Ammollare a lungo le trippe di baccalà, cambiando l'acqua più volte, poi lessarle finché diventano morbide e gelatinose.
- Preparare un soffritto tritando finemente carota, sedano e cipolla, e farlo appassire nell'olio a fuoco dolce per 10 minuti.
- Aggiungere i pomodori pelati spezzettati e cuocere 15 minuti, ottenendo un fondo denso.
- Infarinare leggermente i tranci di pescatrice e rosolarli in padella a parte, poi sfumare con il vino bianco.
- Adagiarli nel fondo di verdure, unire le trippe di baccalà tagliate a striscioline e cuocere coperto 20 minuti a fuoco basso.
- Preparare una gremolata tritando prezzemolo e scorza di limone.
- Servire il trancio con il suo fondo e le trippe, completando con la gremolata come nel vero ossobuco milanese.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
L'ossobuco alla marinara è forse il piatto più provocatorio di Uliassi: prende un piatto milanese di carne e lo ricostruisce interamente con il pesce.
Le trippe di baccalà sono lo stomaco del merluzzo, essiccato e ammollato come il resto del pesce. Erano cibo di scarto, e in alcune zone della Liguria e del Veneto hanno una tradizione popolare.
L'operazione ha una logica: la trippa di baccalà ha una consistenza gelatinosa che ricorda quella del midollo e del tessuto connettivo dell'ossobuco. Non è un'imitazione formale ma una corrispondenza di texture.
È il tipo di piatto che divide, e Uliassi lo sa. La sua cucina ha sempre alternato preparazioni di grande immediatezza — i crudi, gli spiedini — a costruzioni concettuali che chiedono a chi mangia di stare al gioco.