
Involtini di pesce spada alla siciliana
Fettine di pesce spada arrotolate attorno a un ripieno di pangrattato, uvetta, pinoli e caciocavallo, cotte allo spiedo o in padella.
Ingredienti
- pesce spada a fette sottili600 g
- pangrattato60 g
- uvetta20 g
- pinoli20 g
- caciocavallo grattugiato30 g
- olio extravergine4 cucchiaio
Da sapere
- Per capire se il pesce è cotto, infila uno stecchino vicino alla lisca centrale: deve entrare senza resistenza.
- Sala il pesce solo poco prima di cuocerlo: se lo fai troppo presto, il sale richiama i liquidi e la carne risulta più asciutta.
Preparazione
- Le fette devono essere sottili, meno di mezzo centimetro: se il pescivendolo le ha tagliate spesse, battile fra due fogli di carta forno col batticarne, senza forza, o si sfaldano.
- Ammolla l'uvetta in acqua tiepida dieci minuti e strizzala. Tosta il pangrattato in padella a secco due minuti, muovendolo: cambia sapore e non resta crudo dentro l'involtino.
- Mescola il pangrattato tostato con l'uvetta, i pinoli e il caciocavallo grattugiato, e lega con un cucchiaio d'olio. Il contrasto fra dolce dell'uvetta e salato del formaggio è la firma siciliana di questo ripieno.
- Distribuisci un cucchiaino di ripieno su ogni fetta lasciando un dito libero sui bordi: troppo esce in cottura e brucia. Arrotola stretto partendo dal lato corto.
- Infilza gli involtini sugli spiedini alternandoli con le foglie di alloro, che li tengono separati e profumano. Ungi appena con l'olio.
- Cuoci sulla griglia ben calda o in padella antiaderente, tre minuti per lato, girandoli una sola volta. Sono pronti quando la superficie è dorata e il pesce opaco. Servi caldi con limone.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Gli involtini siciliani di pesce spada condividono con quelli calabresi ricetta e origine: le due sponde dello Stretto hanno una cucina comune, più simile tra loro che a quella dei rispettivi entroterra.
La pesca del pesce spada a Ganzirri e nei villaggi messinesi si praticava con le stesse passerelle usate a Scilla, e le famiglie di pescatori delle due rive erano spesso imparentate.
Il ripieno porta pangrattato, pinoli, uvetta, caciocavallo e prezzemolo. La presenza del formaggio, che a Napoli sarebbe impensabile, in Sicilia è normale: il divieto pesce-formaggio non è mai stato assoluto sull'isola.
Le fette vanno tagliate sottilissime e la cottura è di due o tre minuti per lato. Il pesce spada in fette sottili cuoce quasi istantaneamente, e il rischio non è la cottura insufficiente ma quella eccessiva.