
Impepata di cozze
Cozze aperte in tegame con solo olio, aglio e abbondante pepe nero macinato al momento: la ricetta più essenziale della tradizione napoletana.
Ingredienti
- cozze1.5 kg
- aglio2 spicchio
- olio extravergine4 cucchiaio
- pepe nero macinato
Da sapere
- Scarta cozze o vongole che restano chiuse a fine cottura: non sono commestibili.
- Prima di cuocerle, batti leggermente i gusci: se non si chiudono al tocco, il mollusco non è più vivo e va eliminato.
Preparazione
- Pulisci le cozze raschiando i gusci con un coltellino e strappando il bisso con uno strappo secco verso la punta della conchiglia. Battile una a una sul tagliere: quelle che restano aperte sono morte e vanno buttate.
- Sciacquale sotto acqua corrente fredda in un colino, muovendole con le mani. Non lasciarle a bagno: l'acqua dolce le uccide e fa perdere il liquido che è tutto il piatto. L'impepata non ha altro condimento, quindi quel liquido è il sugo.
- Rosola l'aglio schiacciato nell'olio a fiamma bassa in un tegame largo e alto, e toglilo appena colora. Non serve altro: niente pomodoro, niente vino, niente sale.
- Alza la fiamma al massimo, butta le cozze tutte insieme e copri subito. È il vapore ad aprirle, non il liquido, e il coperchio è quello che lo trattiene.
- Quattro o cinque minuti, scuotendo il tegame due volte prendendolo per i manici, senza mai scoprire. Sono pronte quando si sono aperte tutte; quelle chiuse si buttano senza forzarle.
- Macina il pepe nero al momento e con generosità, direttamente sulle cozze fuori dal fuoco. È il pepe a dare il nome al piatto: macinato prima perde l'aroma nel giro di minuti. Servi nel tegame con pane tostato per raccogliere il fondo, e limone a parte per chi lo vuole.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
L'impepata è la semplicità portata all'estremo: cozze, olio, aglio, prezzemolo, e una macinata di pepe nero talmente abbondante da dare il nome al piatto. Nient'altro. Nemmeno il vino.
Nasce come cibo di strada nella Napoli dell'Ottocento, venduto nei bassi e sui carretti insieme all'acqua sulfurea. Era un piatto da pochi soldi, e il pepe serviva anche a coprire l'odore di molluschi non sempre freschissimi.
Oggi il pepe resta per gusto, e la sua quantità è ciò che distingue un'impepata da una semplice cozza al vapore. Va macinato al momento: quello preparato ha perso gli olî essenziali che ne costituiscono il senso.
Il liquido delle cozze non si butta mai. Si filtra e si versa sui crostini, che sono parte integrante del piatto. A Napoli si dice che l'impepata si giudica da quanto pane serve per finirla.