
Fritto misto alla livornese
Pesce misto e verdure fritti croccanti, spesso accompagnati da bianchetti e calamari, un classico delle trattorie del porto di Livorno.
Ingredienti
- pesce misto (calamari, bianchetti, gamberi)600 g
- zucchina1
- farina per infarinare
- olio di semi per friggere
- sale
Da sapere
- Friggi in piccole quantità per volta, così l'olio non si raffredda e il fritto resta croccante.
- Verifica la temperatura dell'olio (circa 175-180°C) immergendo un pezzetto di pane: se sfrigola subito e sale a galla, è pronto.
Preparazione
- Pulisci i calamari e tagliali ad anelli di un centimetro, sguscia i gamberi lasciando la coda, e sciacqua i bianchetti lasciandoli scolare bene. Taglia la zucchina a fiammifero sottile, con la buccia.
- Asciuga tutto con cura, ognuno separatamente. Sono ingredienti con umidità molto diverse, e quello più bagnato abbassa la temperatura dell'olio per tutti gli altri.
- Infarina poco prima di friggere, mai in anticipo: la farina messa in anticipo assorbe l'umidità e diventa una pastella molliccia che si stacca nell'olio.
- Scalda abbondante olio di semi a 180 gradi. Friggi ogni ingrediente separatamente: i calamari due minuti, i gamberi un minuto e mezzo, i bianchetti e le zucchine un minuto scarso.
- Poche cose per volta. Riempiendo la padella la temperatura crolla e tutto si impregna invece di dorare. Fra una tornata e l'altra aspetta che l'olio torni caldo.
- Scola su carta assorbente e sala subito, mentre è ancora unto. Componi il piatto solo alla fine con tutto ancora caldo, e servi con spicchi di limone a parte.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Il fritto livornese si distingue per la presenza dei totani e per una scelta che a Roma sarebbe eresia: qui la pastella spesso non c'è affatto, e il pesce si passa solo nella farina o nella semola.
È una preferenza che riflette il pescato locale. Con calamari, gamberi e pesciolini piccoli la sola infarinatura basta a creare la crosta, e la pastella appesantirebbe senza aggiungere.
La semola rimacinata al posto della farina è l'accorgimento che distingue una frittura di mestiere: la grana più grossa forma una superficie ruvida che trattiene meno olio.
Le regole non cambiano da un porto all'altro: olio a 175-180 gradi, poco pesce per volta, sale solo dopo aver scolato. Salare prima richiama i liquidi verso la superficie e ammorbidisce la crosta appena formata — è l'errore che manda a monte una frittura tecnicamente corretta.