Il giro delle coste
Cozze arraganate
Giulianova · Abruzzo

Cozze arraganate

Ricetta tipica25 minFacile Dal ricettario

Cozze aperte a crudo, farcite con pangrattato, aglio e prezzemolo e gratinate al forno: un antipasto robusto delle tavole abruzzesi.

25 mintempo
4porzioni
  • cozze1.5 kg
  • pangrattato80 g
  • aglio2 spicchio
  • prezzemolo tritato
  • olio extravergine4 cucchiaio
  • Scarta cozze o vongole che restano chiuse a fine cottura: non sono commestibili.
  • Prima di cuocerle, batti leggermente i gusci: se non si chiudono al tocco, il mollusco non è più vivo e va eliminato.
  1. Pulisci le cozze raschiando i gusci e strappando il bisso con uno strappo secco verso la punta. Scarta quelle già aperte che non si chiudono battendole sul tagliere: sono morte e non vanno mangiate.
  2. Apri le cozze a crudo infilando la lama di un coltellino corto fra le valve e facendola scorrere per recidere il muscolo. Stacca la valva vuota e tieni il mollusco in quella piena, con il suo liquido. È più laborioso che aprirle al fuoco, ma così restano polpose invece di ritirarsi.
  3. Mescola il pangrattato con l'aglio tritato finissimo, il prezzemolo e l'olio, fino a ottenere un composto umido che sta insieme se lo stringi ma si sbriciola se lo tocchi. Se resta asciutto brucia, se è troppo unto si spappola.
  4. Disponi le cozze in una teglia, ben serrate una accanto all'altra così non si rovesciano e non perdono il liquido. Copri ciascuna con un cucchiaino abbondante di composto, premendolo appena.
  5. Gratina a 200 gradi per dieci minuti nel ripiano alto, o finché la superficie è dorata. Se dopo otto minuti sono ancora chiare, accendi il grill per un minuto guardandole: passano dal biondo al bruciato in poco.
  6. Servi caldissime, appena uscite dal forno, con spicchi di limone a parte. Il liquido rimasto nella valva è la parte migliore: si beve dal guscio.
Cozze · Maggio-settembre
Il periodo migliore è l'estate, quando il mollusco è pieno. In inverno risultano più magre.
Trebbiano d'Abruzzo
Pulisce il palato dopo ogni cozza gratinata. Perché funziona: il sapore iodato di questi molluschi trova il suo alleato naturale in un vino minerale e sapido: la sapidità richiama quella del mare, mentre un vino troppo fruttato la mortificherebbe.
Il Trebbiano è una delle uve bianche più coltivate d'Italia, ma in Abruzzo assume un carattere particolare grazie alle colline che scendono dal Gran Sasso verso l'Adriatico. La denominazione risale al 1972, tra le più antiche della regione.
Montepulciano d'Abruzzo Cerasuolo
il rosato abruzzese, jolly con quasi tutto.
Montepulciano d'Abruzzo
per chi cerca un rosso, con i piatti più robusti.

Le cozze arraganate applicano ai molluschi la stessa tecnica delle alici: pangrattato, origano, aglio, prezzemolo e forno. È una costante della costa adriatica meridionale, dove il pane raffermo era la risorsa che non mancava mai.

Le cozze si aprono prima a fuoco vivace, si eliminano le valve vuote e si dispongono nel guscio rimasto, che diventa il recipiente di cottura. Il liquido rilasciato in questa prima fase va filtrato e usato per bagnare il pangrattato: senza, la copertura resta asciutta.

L'origano abruzzese è più intenso di quello meridionale, con una nota quasi balsamica dovuta all'altitudine in cui cresce sulle colline interne.

Il grill alto e vicino è la chiave: colora la superficie in due o tre minuti, prima che il mollusco si asciughi. Una cottura più lunga a temperatura moderata cuoce troppo la cozza e non dora abbastanza il pane.