
Cozze alla marinara triestina
Cozze aperte in tegame con aglio, olio e vino bianco, servite nel loro liquido di cottura con crostini di pane.
Ingredienti
- cozze1.5 kg
- aglio3 spicchio
- vino bianco150 ml
- olio extravergine4 cucchiaio
- prezzemolo tritato
Da sapere
- Scarta cozze o vongole che restano chiuse a fine cottura: non sono commestibili.
- Prima di cuocerle, batti leggermente i gusci: se non si chiudono al tocco, il mollusco non è più vivo e va eliminato.
Preparazione
- Pulisci le cozze raschiando i gusci con un coltellino e strappando il bisso con uno strappo secco verso la punta della conchiglia. Battile una a una sul tagliere: quelle che restano aperte sono morte e vanno buttate.
- Sciacquale sotto acqua corrente fredda in un colino, muovendole con le mani. Non tenerle a bagno: l'acqua dolce le uccide e fa perdere il loro liquido, che qui è tutto il sugo.
- Rosola l'aglio schiacciato nell'olio a fiamma bassa in una pentola larga e alta, e toglilo appena colora. Nella versione triestina non c'è pomodoro: il piatto vive di cozze, vino e prezzemolo.
- Alza la fiamma al massimo, butta le cozze tutte insieme e sfuma subito con il vino bianco. Copri immediatamente: è il vapore ad aprirle, e il coperchio è quello che lo trattiene.
- Quattro o cinque minuti, scuotendo la pentola due volte senza mai scoprire. Sono pronte quando si sono aperte tutte; quelle chiuse si buttano senza forzarle.
- Non salare: fra cozze e loro liquido il sale c'è già. Prezzemolo tritato al momento e pepe macinato fresco, e servi nella pentola con crostini per raccogliere il fondo.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Le cozze del golfo di Trieste crescono sulle scogliere del Carso che precipitano in mare, in acque fredde e pulite. Vengono allevate nella zona di Santa Croce e di Duino con un metodo a sospensione che non ha nulla di industriale.
Alla marinara significa senza aggiunte: le cozze si aprono nel loro stesso liquido, con aglio, olio e prezzemolo. È la preparazione più antica e la più difficile da sbagliare, purché si rispetti una regola che vale in tutto l'Adriatico — le cozze che restano chiuse a fine cottura si buttano, senza eccezioni.
Il liquido che rilasciano è la parte più preziosa. Va filtrato con una garza per trattenere la sabbia e rimesso in padella: è già salato di suo, e assaggiare prima di aggiungere sale evita il piatto immangiabile.
A Trieste si accompagnano con pane bianco e un bicchiere di Vitovska o Malvasia istriana, i vini del Carso che condividono con il mollusco la stessa salinità di fondo.