
Brodetto all'anconetana
Zuppa di almeno tredici tipi di pesce, tanti quanti gli apostoli meno Giuda: si distingue per l'uso dell'aceto e del pomodoro, cotto senza mai mescolare.
Ingredienti
- pesce misto (seppie, tracina, San Pietro, scorfano, gallinella)1.5 kg
- cozze e vongole500 g
- pomodori pelati400 g
- cipolla1
- aceto bianco2 cucchiaio
- olio extravergine, sale, peperoncino
Da sapere
- Servi la zuppa bollente: il pane deve inzupparsi restando ancora leggermente croccante.
- Non mescolare mai con il cucchiaio mentre i pesci cuociono nel tegame: scuoti solo il recipiente, così le carni restano intere.
Preparazione
- Pulire tutto il pesce: squamare e sfilettare dove necessario, tenendo teste e lische da parte per un fumetto veloce, e tagliare le seppie ad anelli.
- Soffriggere la cipolla tritata finemente in abbondante olio a fuoco dolce, per circa 5 minuti, finché è trasparente ma non colorita.
- Aggiungere le seppie e farle rosolare a fuoco vivace per 3-4 minuti, mescolando: devono restringersi leggermente e perdere l'acqua di vegetazione.
- Sfumare con l'aceto bianco, lasciarlo evaporare quasi del tutto, poi unire il pomodoro pelato spezzettato e un mestolo d'acqua calda (o del fumetto); cuocere 10 minuti a fuoco medio.
- Adagiare nel tegame prima i pesci più consistenti (San Pietro, gallinella), poi via via i più delicati (tracina, scorfano), senza mai mescolare con il cucchiaio: si scuote solo il tegame, per non sfaldare le carni.
- Unire cozze e vongole già private del bisso negli ultimi 5 minuti di cottura, coprire e lasciare che si aprano al calore del brodetto.
- Regolare di sale e peperoncino, lasciare riposare un paio di minuti fuori dal fuoco e servire ben caldo con crostini di pane casereccio strofinati d'aglio.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Nelle Marche ogni città di mare ha il proprio brodetto e li difende con una serietà che sorprende chi viene da fuori. Quello anconetano prescrive **tredici varietà di pesce** — quanti gli apostoli meno Giuda, secondo una lettura devozionale che i pescatori raccontano ancora.
La caratteristica che lo distingue è l'aceto, aggiunto a inizio cottura, e l'assenza totale di pomodoro concentrato: solo pomodori freschi o nulla. A San Benedetto invece si usa lo zafferano e il peperone verde, a Porto Recanati si evita del tutto il rosso. Non sono varianti casuali ma codici identitari.
La regola che nessuno viola è che il brodetto non si mescola mai con il cucchiaio. Si scuote il tegame prendendolo per i manici, perché i pesci di scoglio si sfaldano al primo contatto e trasformerebbero la zuppa in poltiglia.
Il brodetto è nato in barca, con il pesce invendibile. La sua nobilitazione nei ristoranti è del Novecento; prima era il pasto di chi il pesce lo pescava.