Colore. Ambrato dorato, sempre più intenso con l'invecchiamento.
Naso ossidativo e complesso: mandorla amara, noce, fiori secchi, scorza d'arancia, una nota di lievito che ricorda lo Sherry. Il palato è secco, alcolico e di una lunghezza estrema. Non assomiglia a nessun altro vino italiano.
È un caso di convergenza enologica: come lo Sherry andaluso, la Vernaccia di Oristano affina in botti scolme sotto un velo di lieviti chiamato flor, che protegge il vino dall'ossidazione totale conferendogli aromi unici. Ma la tecnica si è sviluppata in modo del tutto indipendente. Un tempo ogni famiglia della valle del Tirso conservava una damigiana per battesimi e matrimoni. La produzione è oggi ridottissima e sopravvive grazie a pochissimi produttori.
La valle del Tirso ha suoli alluvionali sabbiosi, chiamati localmente gregori, e un clima caldo e ventilato dal maestrale. La particolarità sta nelle cantine: costruite fuori terra, subiscono forti escursioni termiche stagionali, e questa instabilità favorisce lo sviluppo del velo di lieviti. È un caso raro in cui non è solo il vigneto a fare il vino, ma l'architettura stessa delle cantine.
Gli abbinamenti seguono il metodo per contrapposizione e concordanza dell'Associazione Italiana Sommelier. Come funziona