Colore. Paglierino con riflessi verdolini.
Naso intenso di salvia, timo, agrumi e frutta a polpa bianca. Palato pieno, con alcolicità sostenuta da acidità marcata. Finale sapido e persistente.
Considerato estinto negli anni Settanta, il Pecorino fu recuperato nel decennio successivo da pochi ceppi superstiti. In vent'anni è passato da curiosità botanica a uno dei bianchi più richiesti del Centro Italia. Il nome deriverebbe dall'abitudine delle pecore di brucarne i grappoli durante la transumanza.
Le colline abruzzesi si trovano compresse tra il Gran Sasso e l'Adriatico, con meno di cinquanta chilometri tra la vetta e il mare. Questa compressione genera correnti costanti e forti escursioni termiche. La quota, spesso oltre i trecento metri, permette al vitigno di mantenere acidità.
Gli abbinamenti seguono il metodo per contrapposizione e concordanza dell'Associazione Italiana Sommelier. Come funziona