Colore. Paglierino tenue.
Naso discreto di nocciola, mela, fieno e fiori bianchi. Corpo esile, acidità netta, finale asciutto e ammandorlato. È un vino di grande discrezione, che accompagna senza mai imporsi.
È l'unico vitigno bianco autoctono rimasto in Trentino, e il nome deriva dal sentore di nocciola che caratterizza il vino. La sua fama maggiore è legata al Vino Santo trentino, ottenuto da uve appassite sui graticci fino alla Settimana Santa: una delle vendemmie tardive più estreme d'Europa, con rese che possono scendere sotto il quindici per cento.
La Valle dei Laghi è un corridoio che collega il Garda alla valle dell'Adige, percorso costantemente dall'Ora del Garda, un vento termico che risale dal lago ogni pomeriggio con regolarità quasi cronometrica. È questo vento che asciuga i grappoli appassiti del Vino Santo e che consente maturazioni sane. I suoli sono calcarei e detritici, ai piedi di pareti dolomitiche.
Gli abbinamenti seguono il metodo per contrapposizione e concordanza dell'Associazione Italiana Sommelier. Come funziona