Colore. Paglierino intenso.
Naso ampio di agrumi, pesca, gelsomino ed erbe mediterranee, con una nota salina di fondo. Il palato ha corpo, alcolicità evidente e una freschezza sorprendente per la latitudine. Nelle versioni marittime la sapidità diventa protagonista.
Il Grillo nasce da un incrocio tra Catarratto e Zibibbo, selezionato nel trapanese nell'Ottocento. Per oltre un secolo la sua destinazione fu il Marsala, il vino fortificato creato dall'inglese John Woodhouse nel 1773 e a lungo il prodotto siciliano più esportato al mondo. Il declino del Marsala nel Novecento avrebbe potuto travolgerlo, ma dagli anni Novanta è stato rivalutato come bianco secco, rivelando qualità che nessuno gli attribuiva.
La Sicilia occidentale, tra Marsala e Trapani, è pianeggiante, calda e ventilata, con suoli sabbiosi e calcarei a ridosso delle saline. Il vento costante è determinante: asciuga i grappoli, previene le malattie in un clima molto caldo e trasporta salsedine dalle saline vicine. Nelle zone di collina interna, sopra i quattrocento metri, il Grillo dà invece vini più agrumati e nervosi.
Gli abbinamenti seguono il metodo per contrapposizione e concordanza dell'Associazione Italiana Sommelier. Come funziona