Il giro delle coste
Indietro

Fiano di Avellino

Fiano · Irpinia (AV)
bianco

Colore. Paglierino tenue da giovane, dorato con gli anni.

Da giovane è chiuso, quasi scontroso: nocciola tostata, pera, fiori bianchi. Con quattro o cinque anni si apre su miele, frutta secca, fumo e idrocarburo. Il palato è pieno ma teso, con finale lunghissimo. È un bianco da attendere.

Linguine ai crostaceiPesce al fornoZuppe di pesceBaccalà alla napoletanaPiatti con formaggio e pesce

Il nome deriverebbe da Apianum, il vino che secondo i romani era particolarmente amato dalle api per la dolcezza degli acini. Documentato in Irpinia da duemila anni, il Fiano rischiò l'estinzione a metà Novecento, quando ne restavano pochissimi ettari. Il recupero si deve in gran parte ad Antonio Mastroberardino, che negli anni Quaranta e Cinquanta scelse di puntare sui vitigni autoctoni irpini quando tutti impiantavano varietà internazionali. DOCG dal 2003.

L'Irpinia è un territorio montuoso e interno, a cinquanta chilometri dal mare ma completamente schermato dagli Appennini: il clima è continentale, con inverni freddi e nevosi. I vigneti stanno tra i quattrocento e i seicento metri, su suoli argillosi con forte componente vulcanica proveniente dalle eruzioni del Vesuvio. Altitudine e vulcano insieme spiegano la struttura minerale e la longevità di questo vino.

Gli abbinamenti seguono il metodo per contrapposizione e concordanza dell'Associazione Italiana Sommelier. Come funziona