Colore. Paglierino chiarissimo con riflessi verdi.
Naso sottile di mela verde, agrumi, fiori di campo e una nota minerale gessosa. In bocca l'acidità è protagonista, quasi tagliente, sostenuta da una struttura snella. Un vino nervoso, che pulisce il palato con decisione.
L'Erbaluce è l'unico bianco autoctono di rilievo del Piemonte settentrionale, coltivato tradizionalmente a pergola alta su alti pilastri di pietra. Il nome deriverebbe da alba lux, per il riflesso ramato che gli acini assumono al sole. Dallo stesso vitigno si ricava anche un passito raro, il Caluso Passito, la cui produzione richiede mesi di appassimento su graticci.
Il Canavese è un anfiteatro morenico, cioè un paesaggio modellato dai ghiacciai che scendevano dalla Valle d'Aosta: i suoli sono ciottolosi e acidi, poveri di calcare, un caso raro per un grande bianco italiano. Le Alpi incombono a nord e portano aria fredda; il clima è decisamente continentale. Questa freschezza estrema è la ragione dell'acidità marcata, che rende l'Erbaluce un bianco molto diverso dai mediterranei.
Gli abbinamenti seguono il metodo per contrapposizione e concordanza dell'Associazione Italiana Sommelier. Come funziona