
Zuppa di pesce alla gallipolina
Zuppa di pesce misto dello Ionio salentino, cotta con pomodoro e peperoncino, servita su crostini di pane casereccio.
Ingredienti
- pesce misto (scorfano, gallinella, seppie, gronchi)1.5 kg
- pomodori pelati400 g
- cipolla1
- peperoncino, olio extravergine, sale
- crostini di pane
Da sapere
- Servi la zuppa bollente: il pane deve inzupparsi restando ancora leggermente croccante.
- Non mescolare mai con il cucchiaio mentre i pesci cuociono nel tegame: scuoti solo il recipiente, così le carni restano intere.
Preparazione
- Pulisci il pesce e dividilo per tenuta: seppie e gronchi da una parte, che reggono la cottura lunga, poi scorfano e gallinella. I gronchi hanno molte spine sottili: taglia in tranci spessi, che si mangiano meglio.
- Trita la cipolla e falla appassire nell'olio a fiamma bassa con il peperoncino per dieci minuti, finché è trasparente e dolce. Mai dorata: nella zuppa ogni amarezza si sente.
- Unisci i pomodori pelati schiacciati con le mani e cuoci dieci minuti a fiamma media, finché il fondo si addensa e l'olio riaffiora in superficie.
- Metti le seppie e i gronchi e falli andare dieci minuti coperti, poi adagia scorfano e gallinella in un solo strato.
- Versa acqua calda lungo il bordo fino a coprire il pesce a metà — mai fredda, che indurirebbe le carni. Cuoci scoperto venti minuti senza mai mescolare, scuotendo il tegame per i manici.
- Sala alla fine, dopo aver assaggiato. Tosta il pane e disponilo nei piatti fondi, poi versa sopra la zuppa col suo brodo. Un minuto di attesa perché si inzuppi senza disfarsi.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Gallipoli è sullo Ionio, e la sua zuppa di pesce si distingue da quelle adriatiche: più piccante, con pomodoro abbondante e senza aceto.
La città ha avuto per secoli un'economia legata al mare e all'olio: il porto esportava olio lampante in tutta Europa, e nei sotterranei del centro storico si conservano ancora i frantoi ipogei scavati nella roccia.
La zuppa gallipolina usa scorfani, gallinelle, tracine e crostacei — pesci di scoglio dello Ionio, dal sapore più deciso di quelli di fondale sabbioso.
Il peperoncino è presente ma non dominante, e distingue questa zuppa dalle versioni calabresi dove diventa protagonista. Come in tutto il Mediterraneo, il pane raffermo va sul fondo del piatto e la zuppa si versa sopra bollente: il calore è parte della ricetta, perché raffreddandosi il grasso del pesce affiora e separa.