
Risotto con scampi e tartufo
Risotto mantecato con code di scampo crude e scaglie di tartufo, un incontro elegante tra il pescato dell'Adriatico e uno dei prodotti più pregiati dell'entroterra marchigiano.
Ingredienti
- riso Carnaroli320 g
- scampi freschi500 g
- tartufo bianco o nero20 g
- scalogno1
- vino bianco100 ml
- brodo vegetale leggero (o brodo dai carapaci degli scampi)1 l
- burro (facoltativo, per la mantecatura)40 g
- olio extravergine3 cucchiaio
- sale
Da sapere
- Il riso è pronto quando è "all'onda": scuotendo la pentola, la superficie deve muoversi come un'onda leggera.
- Mantecare fuori dal fuoco con un'ultima aggiunta di olio o burro a crudo rende il risotto più lucido e cremoso.
Preparazione
- Sgusciare gli scampi con delicatezza, tenendo da parte teste e carapaci per un brodo veloce, e conservare le code crude in frigorifero coperte.
- Tostare i carapaci in un filo d'olio, coprirli d'acqua e farli sobbollire 20 minuti; filtrare per ottenere un fumetto leggero, oppure usare un brodo vegetale delicato per non coprire il profumo del tartufo.
- Appassire lo scalogno tritato finemente nell'olio a fuoco dolce, senza farlo colorire.
- Tostare il riso per 2 minuti mescolando, poi sfumare con il vino bianco e lasciarlo evaporare completamente.
- Aggiungere il brodo caldo un mestolo alla volta, mescolando spesso, per circa 16 minuti.
- Tagliare le code di scampo crude a metà o a pezzi regolari; unirle al riso solo negli ultimi 2 minuti di cottura, così restano morbide e appena scottate dal calore del risotto.
- Mantecare fuori dal fuoco con un filo d'olio (o una noce di burro), regolare di sale con delicatezza — il tartufo ha già un sapore intenso — e impiattare completando con abbondanti scaglie di tartufo a crudo, tagliate al momento di servire.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
L'accostamento tra scampi e tartufo sembra una provocazione da ristorante, ed è invece una delle poche combinazioni terra-mare che ha una radice geografica reale.
Le Marche hanno Ancona sul mare e Acqualagna a settanta chilometri, uno dei principali mercati del tartufo in Italia. Le due economie si sono sfiorate per secoli senza incontrarsi in cucina: l'incontro è del Novecento, e nasce nella ristorazione.
Funziona per una ragione precisa: lo scampo ha una dolcezza delicata e il tartufo bianco un profumo penetrante ma non aggressivo al palato. Nessuno dei due copre l'altro, purché il tartufo sia aggiunto **a crudo** sul piatto finito.
Cuocere il tartufo è l'errore che rovina questo risotto: il calore dissolve i composti volatili che ne costituiscono l'intero interesse, lasciando solo una nota terrosa. Va grattugiato all'ultimo, davanti a chi lo mangerà.