Il giro delle coste
Granseola alla veneziana
Venezia · Veneto

Granseola alla veneziana

Ricetta tipica30 minMedia Dal ricettario

Polpa di granseola condita a crudo con olio, limone e prezzemolo, servita nel carapace come antipasto delle osterie veneziane.

30 mintempo
4porzioni
  • granseola2
  • olio extravergine4 cucchiaio
  • limone1
  • prezzemolo tritato
  • sale
  • Non superare i tempi di cottura indicati: i crostacei diventano gommosi se cotti troppo a lungo.
  • Per sgusciarli più facilmente, incidi il dorso del guscio con le forbici da cucina prima di cuocerli.
  1. La granseola va cotta viva per essere sicura. Se ti mette a disagio, tienila in freezer venti minuti prima: il freddo la addormenta. Legale le chele con lo spago, o si staccano bollendo.
  2. Immergila in acqua bollente salata e cuoci quindici o venti minuti secondo la dimensione, contando da quando l'acqua riprende il bollore. Poi scolala e falla intiepidire.
  3. Stacca il carapace facendo leva con i pollici e mettilo da parte: servirà da piatto. Butta le branchie grigie, che sono immangiabili, ma tieni il corallo arancione e la parte cremosa: sono la parte più saporita e vanno nel composto.
  4. Estrai tutta la polpa dal corpo e dalle chele, rompendole con uno schiaccianoci. È un lavoro lungo e va fatto con pazienza: la granseola rende poco, e ogni pezzo lasciato dentro è perso.
  5. Condisci la polpa con olio buono, il succo del limone e poco sale, mescolando delicatamente con una forchetta senza sfibrarla. La granseola alla veneziana non vuole altro: niente maionese, niente salse.
  6. Lava e asciuga i carapaci e riempili con il composto. Cospargi di prezzemolo tritato e servi freschi, non ghiacciati, con spicchi di limone a parte.
Granseola · Novembre-aprile
Il periodo migliore è l'inverno, quando la polpa è più abbondante.
Soave Classico
Accompagna con delicatezza senza coprire la dolcezza della granseola. Perché funziona: sul pesce crudo ogni eccesso si nota: questo vino ha la delicatezza per non coprirlo e l'acidità giusta per ravvivarne la dolcezza naturale.
Prodotto sulle colline vulcaniche a est di Verona, dove la Garganega è coltivata da secoli con il tipico sistema a pergola veronese. Il termine "Classico" indica la zona storica di produzione, quella collinare intorno a Soave e Monteforte d'Alpone, da cui provengono le uve migliori.
Prosecco di Valdobbiadene
le bollicine alleggeriscono i piatti fritti o agrodolci.
Lugana
fresco e fruttato, versatile con quasi tutti i piatti di pesce.

La granseola è il grancevola, il granchio più grande dell'Adriatico, e a Venezia ha sempre avuto uno statuto da piatto di riguardo — quello che si serviva alle feste e nei pranzi importanti.

La preparazione veneziana è di una semplicità che sconcerta: si lessa il granchio, si estrae la polpa, la si condisce con olio, limone, sale e pepe, e la si rimette nel carapace. Nient'altro. Nessuna maionese, nessuna salsa, nessuna aggiunta.

Il motivo è che la polpa di granseola ha un sapore delicato e dolce che qualunque condimento robusto cancellerebbe. È una scelta di rispetto per la materia, non di pigrizia.

Il periodo migliore è l'inverno, da novembre ad aprile, quando il crostaceo è pieno. La parte cremosa dentro il carapace va recuperata e mescolata alla polpa: è lì che si concentra il sapore, e scartarla — come fa chi non conosce il piatto — significa buttare la metà migliore.