
Ciuppin
La zuppa di pesce genovese per eccellenza, nata per recuperare gli scarti del pescato: il pesce viene cotto e passato al setaccio, ottenendo una crema vellutata.
Ingredienti
- pesce misto di scoglio (tracina, scorfano, gallinella)1 kg
- pomodori maturi300 g
- cipolla1
- carota1
- costa di sedano1
- vino bianco100 ml
- olio extravergine, sale, pepe, crostini di pane
Da sapere
- Servi la zuppa bollente: il pane deve inzupparsi restando ancora leggermente croccante.
- Non mescolare mai con il cucchiaio mentre i pesci cuociono nel tegame: scuoti solo il recipiente, così le carni restano intere.
Preparazione
- Pulisci il pesce di scoglio squamandolo ed eviscerandolo, e sciacqualo dal sangue. Non serve sfilettarlo: nel ciuppin si cuoce tutto intero, teste e lische comprese, perché è da lì che viene il sapore. Attenzione alla tracina, che ha spine dorsali velenose: falle togliere in pescheria.
- Trita finemente cipolla, carota e sedano e falli appassire nell'olio a fiamma bassa per dodici o quindici minuti. Il soffritto deve diventare morbido e dolce senza colorare: è la base del piatto e ogni fretta qui si sente alla fine.
- Alza la fiamma, unisci il pesce intero e fallo insaporire tre o quattro minuti girandolo una volta con delicatezza. Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare del tutto.
- Aggiungi i pomodori maturi spellati e spezzettati, e copri con acqua calda fino a sommergere il pesce. Porta a sobbollire e cuoci trentacinque o quaranta minuti, finché la carne si stacca da sola dalle lische.
- Passa tutto al setaccio o al passaverdure a fori medi, schiacciando bene per far uscire la polpa e lasciando indietro lische e squame. Non usare il frullatore: tritererebbe anche le lische e la zuppa diventerebbe granulosa.
- Rimetti il passato sul fuoco cinque minuti per farlo restringere alla densità di una crema fluida, e regola di sale. Servi su fette di pane abbrustolito, con un filo d'olio a crudo.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Il ciuppin è la zuppa di pesce di Sestri Levante e del Tigullio, e si distingue da tutte le altre per un passaggio radicale: il pesce viene passato al setaccio e **sparisce dal piatto**.
Non ne resta traccia visibile. Ciò che arriva in tavola è una crema densa, in cui la polpa dei pesci di scoglio è stata disciolta e le lische eliminate. È l'esatto opposto del cacciucco o del brodetto, dove i pesci si riconoscono uno a uno.
La ragione è la stessa di sempre: si faceva con il pescato minuto e spinoso, invendibile e faticoso da mangiare. Passandolo si otteneva tutto il sapore senza le spine.
Il nome deriva dal genovese *cheto*, zuppa, e alcuni sostengono che la parola inglese *cioppino* — la zuppa di pesce di San Francisco — ne discenda direttamente, portata dai pescatori liguri emigrati in California nell'Ottocento. La derivazione è discussa ma plausibile.