
Cacciucco alla livornese
Zuppa di pesce con almeno cinque qualità diverse, cotta con pomodoro, vino rosso e peperoncino, servita su fette di pane sfregate con l'aglio.
Ingredienti
- pesce misto (scorfano, gallinella, seppia, palombo, cicala di mare)1.5 kg
- pomodori pelati400 g
- vino rosso200 ml
- cipolla1
- aglio2 spicchio
- peperoncino1
- pane casereccio, olio extravergine
Da sapere
- Per capire se il pesce è cotto, infila uno stecchino vicino alla lisca centrale: deve entrare senza resistenza.
- Sala il pesce solo poco prima di cuocerlo: se lo fai troppo presto, il sale richiama i liquidi e la carne risulta più asciutta.
Preparazione
- Il cacciucco vuole cinque tipi di pesce, come le cinque C del nome. Puliscili e dividili per tenuta: seppie e palombo reggono la cottura lunga, scorfano e gallinella vanno dopo, le cicale di mare per ultime. Alle cicale taglia i bordi laterali con le forbici e incidi il carapace sul dorso.
- Trita cipolla e aglio e falli appassire nell'olio a fiamma bassa per dieci minuti, finché sono trasparenti. Poi alza la fiamma e unisci le seppie a listarelle, lasciandole andare finché l'acqua che rilasciano è evaporata.
- Sfuma con il vino rosso e lascialo evaporare del tutto, tre o quattro minuti a fiamma alta. Il vino rosso è la firma del cacciucco livornese: gli altri brodetti usano il bianco o l'aceto, e non è la stessa cosa.
- Unisci i pomodori pelati schiacciati e il peperoncino, e cuoci quindici minuti finché il fondo si addensa e l'olio riaffiora in superficie.
- Adagia il palombo e i pesci sodi in un solo strato e versa acqua calda lungo il bordo fino a metà altezza. Dopo dieci minuti aggiungi scorfano e gallinella, e negli ultimi cinque le cicale di mare.
- Cuoci scoperto senza mai mescolare, scuotendo il tegame per i manici. Sala alla fine. Tosta le fette di pane, sfregale con l'aglio e disponile nei piatti fondi: il cacciucco si versa sopra, e il pane deve inzupparsi senza disfarsi.
Stagionalità
Abbinamenti vino
Il racconto
Il cacciucco è il piatto che riassume Livorno, e Livorno è una città anomala. Nel Cinquecento i Medici la fecero porto franco con le Leggi Livornine, che garantivano libertà di culto e amnistia: vi arrivarono ebrei espulsi dalla Spagna, greci, armeni, olandesi, inglesi, turchi.
Ne è nata una città senza ghetti e senza una cucina dominante, e il cacciucco porta i segni di quel crogiolo. Il nome stesso è discusso: molti lo fanno derivare dal turco *küçük*, piccolo, con riferimento al pescato minuto.
La regola più citata è che servono almeno **cinque tipi di pesce**, quante le C del nome. È una mnemotecnica popolare, ma indica una verità: il cacciucco vive della varietà, e con un solo pesce diventa altro.
Il vino rosso e il peperoncino lo distinguono dalle zuppe adriatiche. E come quelle, non si mescola: il tegame si scuote, perché il pesce di scoglio si sfalda al primo cucchiaio.