Il giro delle coste
Bisque di crostacei
Italia · Cucina internazionale

Bisque di crostacei

Cucina di mare1 h 30 minDifficile Dal ricettario

Una vellutata intensa ottenuta rosolando e frullando i gusci di gamberi, scampi o granchi con un soffritto aromatico, sfumata al cognac e affinata con panna: il grande classico di scuola francese diventato un must nei ristoranti di pesce italiani.

1 h 30 mintempo
4porzioni
  • gusci e teste di gamberi, scampi o granchi800 g
  • carota1
  • costa di sedano1
  • cipolla1
  • concentrato di pomodoro2 cucchiaio
  • cognac o brandy80 ml
  • vino bianco150 ml
  • fumetto di pesce (o acqua)1 l
  • panna fresca200 ml
  • olio extravergine3 cucchiaio
  • sale, pepe, alloro, timo
  • Per capire se il pesce è cotto, infila uno stecchino vicino alla lisca centrale: deve entrare senza resistenza.
  • Sala il pesce solo poco prima di cuocerlo: se lo fai troppo presto, il sale richiama i liquidi e la carne risulta più asciutta.
  1. Rosolare i gusci e le teste dei crostacei in una casseruola ampia con l'olio a fuoco vivace, schiacciandoli con un mestolo di legno per romperli e farne uscire tutto il sapore, per 8-10 minuti finché diventano rosso vivo e molto profumati.
  2. Aggiungere carota, sedano e cipolla tritati grossolanamente e farli appassire insieme ai gusci per 5 minuti.
  3. Unire il concentrato di pomodoro e farlo tostare un minuto mescolando, per eliminare la sua acidità cruda.
  4. Sfumare con il cognac, lasciandolo evaporare a fuoco vivace (o flambando con attenzione, allontanando il viso dalla fiamma), poi aggiungere il vino bianco e lasciarlo restringere della metà.
  5. Coprire con il fumetto di pesce, aggiungere alloro e timo, portare a bollore e cuocere a fuoco basso per 40 minuti, schiumando di tanto in tanto la superficie.
  6. Filtrare il brodo con un colino a maglie fini, premendo bene i gusci con il dorso di un mestolo per estrarne tutto il sapore; frullare poi i gusci ammorbiditi con un po' di liquido e filtrare di nuovo attraverso un colino più fitto o una garza, per una consistenza vellutata senza residui.
  7. Rimettere sul fuoco e far restringere ancora, se necessario, fino alla densità desiderata; unire la panna, scaldare senza portare a bollore e regolare di sale e pepe.
  8. Servire calda, guarnita con una codina di gambero scottata al volo in padella e un filo d'olio o di panna a crudo.
Scampi · Ottobre-aprile
Migliori nei mesi freddi: d'estate la polpa è più molle e il gusto meno intenso.
Vermentino ligure
La sua sapidità e freschezza agrumata bilanciano la ricchezza della panna e la concentrazione dei crostacei. Perché funziona: il fritto lascia una patina grassa sul palato e l'acidità viva di questo vino la sciolgono a ogni sorso, preparando il boccone successivo; un bianco morbido lo appesantirebbe soltanto.
In Liguria il Vermentino è coltivato su terrazzamenti strappati alla montagna, sostenuti da muretti a secco costruiti nei secoli. Le rese sono bassissime e la vendemmia si fa quasi tutta a mano. Ne risulta un bianco verticale e minerale, che porta nel bicchiere la salsedine della costa su cui cresce.

La bisque è una preparazione francese codificata nell'Ottocento, ma il principio è antico e universale: estrarre dai carapaci dei crostacei tutto il sapore che contengono.

Il nome deriverebbe da Biscaye, la Biscaglia, e originariamente indicava una zuppa di piccioni. Solo dal Settecento passa a designare le creme di crostacei.

Il passaggio decisivo è la tostatura dei carapaci. Vanno rosolati finché prendono colore, schiacciandoli con il mestolo: è la reazione di Maillard a sviluppare i composti aromatici che caratterizzano la bisque, e senza quel passaggio si ottiene solo un brodo pallido.

Il secondo passaggio è la filtratura, che va fatta premendo con forza per estrarre ogni goccia. Una bisque si valuta dalla concentrazione, e la differenza tra una eccellente e una mediocre sta quasi tutta in quanto si è insistito su questi due momenti.