Il giro delle coste
Alici alla scapece di Gaeta
Gaeta · Lazio

Alici alla scapece di Gaeta

Ricetta tipica40 min + riposoMedia Dal ricettario

Alici fritte e marinate in aceto e zafferano, piatto storico del golfo di Gaeta pensato per conservare il pescato.

40 min + riposotempo
4porzioni
  • alici fresche pulite500 g
  • farina per infarinare
  • olio di semi per friggere
  • aceto di vino bianco150 ml
  • zafferano
  • La marinatura non cuoce il pesce: lo trasforma. È pronta quando la carne è diventata opaca e soda al tatto, non più traslucida.
  • Tieni la marinatura sempre in frigorifero e consuma entro due o tre giorni: l'acidità conserva, ma non sostituisce il freddo.
  1. Pulisci le alici staccando la testa con un movimento verso il basso, che porta via le interiora, e sfila la lisca. Asciugale bene: bagnate schizzano nell'olio e la farina non attacca.
  2. Infarinale appena e scuotile nel palmo. Friggi in olio di semi a 180 gradi, poche per volta, due minuti scarsi per lato finché sono dorate. Scola su carta assorbente ma non salare: il sale verrà dalla marinatura.
  3. Scalda l'aceto in un pentolino con lo zafferano sciolto in un cucchiaio d'acqua tiepida — mai nell'olio, dove non si scioglie. Portalo fin quasi al bollore ma non farlo bollire: bollendo perde l'acidità che conserva.
  4. Disponi le alici in un contenitore di vetro o ceramica, a strati, senza pressarle. Fra uno strato e l'altro l'aceto deve poter passare.
  5. Versa l'aceto caldo fino a coprire del tutto. I pezzi che restano scoperti si guastano prima degli altri: controlla e semmai aggiungi aceto.
  6. Lascia raffreddare, copri e tieni in frigorifero almeno una notte. Toglile mezz'ora prima di servirle: fredde di frigorifero lo zafferano non si sente e l'olio resta rappreso.
Alici · Aprile-settembre
Stagione di pesca primaverile ed estiva, quando le alici risalgono verso la costa.
Moscato di Terracina secco
Un bianco laziale poco conosciuto, sapido e adatto alla marinatura acida. Perché funziona: il fritto lascia una patina grassa sul palato e l'acidità viva di questo vino la sciolgono a ogni sorso, preparando il boccone successivo; un bianco morbido lo appesantirebbe soltanto.
Vitigno aromatico coltivato solo in una piccola area del basso Lazio, tra Terracina e i Monti Ausoni. Conosciuto localmente come Moscato di Maccarese, ha ottenuto la DOC nel 2007 ed è prodotto in quantità molto limitate.
Frascati Superiore
il classico bianco romano, fresco e beverino.
Bellone
vitigno laziale antico, strutturato quanto basta per gli umidi.

Gaeta è stata per secoli un porto militare e commerciale importante, e la sua cucina conserva tecniche mediterranee che altrove si sono perse. La scapece è una di queste.

Il termine deriva dall'arabo *sikbāj*, attraverso lo spagnolo *escabeche*: pesce fritto e poi immerso in aceto. È la stessa famiglia del saor veneziano e della scapece vastese, con una firma locale — a Gaeta entrano lo zafferano e talvolta la menta.

Non era una scelta di gusto ma di conservazione. Prima del ghiaccio, la marinatura in aceto permetteva di far durare il pescato una settimana, e i pescatori la usavano per portare le alici nei mercati dell'entroterra.

Il piatto migliora dopo due o tre giorni, quando l'aceto ha penetrato la carne e la cipolla ha perso l'aggressività. Appena preparato è duro e sbilanciato: è uno dei rari piatti in cui l'attesa non è pazienza ma ricetta.